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Trime - Lavorazione Lamiere
 
Trime - Lavorazione Lamiere
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  PIEGATURE
Dopo aver forato i fogli di lamiera tramite la punzonatura o laseratura, si passa alla seconda fase della lavorazione: la piegatura.

La piegatura è una lavorazione meccanica con la quale si deforma un determinato oggetto applicandogli delle forze. La piegatura delle lamiere rappresenta la lavorazione per deformazione plastica più diffusa in campo industriale.

Durante la piegatura, una o più parti della lamiera vengono piegate per deformazione plastica a freddo, mediante una sollecitazione di flessione e secondo angoli di valore prescelto.
 


La piegatura è quindi la fase in cui il foglio di lamiera, precedentemente punzonato, prende volume. Grazie alla fase della piegatura il manufatto assume una sua forma.
La piegatura viene utilizzata per ottenere determinate forme a seconda delle esigenze del committente, ma anche per conseguire un irrigidimento della struttura. In ambito industriale è ottenuta tramite un'apposita macchina detta piegatrice.

Si possono effettuare piegature a "U" o a "V" a seconda che in corrispondenza della piegatura si presenti o meno un angolo di raccordo sufficientemente ampio.
Nel processo di piegatura è necessario considerare il fenomeno del recupero elastico, che modifica l'angolo di piegatura ottenuto ed è fondamentale conoscere la direzione di laminazione del semilavorato, in quanto una piegatura in direzione perpendicolare a quella di lavorazione può portare alla formazione di cricche.

Grazie all'utilizzo di tecnologie sempre più sofisticate, oggi si riescono a controllare sempre più i comportamenti dei materiali durante la deformazione, ottenendo maggiore precisione nell'angolo di piega.

I fattori principali da considerare durante la fase di piegatura sono: per prima cosa il raggio di piegatura che, se eccessivamente piccolo, può essere causa di incrinature che ridurrebbero successivamente la resistenza del pezzo alle sollecitazioni meccaniche. Il raggio minimo di piegatura ammissibile varia in funzione della natura e dello stato del materiale, oltre che dello spessore. Il raggio minimo è maggiore per i materiali duri e normalmente deve essere maggiore dello spessore della lamiera.

Secondo, l'elasticità del materiale: il ritorno elastico dell'elemento piegato, cessata l'operazione di piegatura, è tanto maggiore quanto più duro è il materiale della lamiera e più grande è il raggio di piegatura.

Terzo, lo sviluppo dei pezzi da piegare: per le deformazioni che si ottengono nella piegatura, la lunghezza del pezzo da piegare non coincide con lo sviluppo in lunghezza delle fibre del pezzo piegato. Le fibre che conservano l'originaria lunghezza (linea neutra) risultano normalmente spostate verso l'interno della curva e la loro posizione dipende dalla qualità del materiale, dal raggio di curvatura e dallo spessore della lamiera.
Pertanto dato lo spessore del materiale, il raggio e l'angolo di piegatura, ottenibili mediante appositi coefficienti, è possibile determinare lo sviluppo del pezzo da piegare.

Le macchine piegatrici della Trime sono caratterizzate da un alto livello di precisione e rapidità che consentono di produrre manufatti di qualità garantita riducendo i costi e i tempi di consegna.
 
 
 

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